Cardizem

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Il diltiazem, commercializzato come Cardizem, rimane una pietra miliare nella gestione di diverse patologie cardiovascolari. In un’epoca di politerapia sempre più complessa, la comprensione delle sue specificità farmacologiche è cruciale per il clinico moderno. Cardizem non è un semplice calcio-antagonista; la sua azione selettiva sul nodo seno-atriale e sul nodo atrioventricolare lo distingue, offrendo un controllo preciso della frequenza cardiaca senza l’eccessiva vasodilatazione di altri farmaci della stessa classe. Perché questo è rilevante oggi? Perché la gestione del paziente con fibrillazione atriale o angina stabile richiede un equilibrio tra efficacia e tollerabilità, e Cardizem, con il suo profilo consolidato, rappresenta un’opzione terapeutica di prima linea.

Composizione e Biodisponibilità di Cardizem

Il principio attivo di Cardizem è il diltiazem cloridrato, una benzotiazepina. La sua formulazione è fondamentale per l’efficacia clinica. Cardizem è disponibile in compresse a rilascio immediato e, più comunemente, in formulazioni a rilascio prolungato (CD, XR, LA) . Questa distinzione non è banale: la biodisponibilità del diltiazem è di circa il 40-50% a causa di un effetto di primo passaggio epatico significativo. Le formulazioni a rilascio prolungato sono state progettate per appiattire la curva di concentrazione plasmatica, riducendo i picchi ematici e, di conseguenza, gli effetti collaterali dose-dipendenti come cefalea e capogiri. Rispetto ad altri calcio-antagonisti come la nifedipina, la biodisponibilità di Cardizem è inferiore, ma la sua maggiore selettività cardiaca compensa questo aspetto, permettendo un dosaggio efficace con un profilo di sicurezza favorevole. La scelta tra formulazione immediata o prolungata dipende dall’indicazione clinica: la prima per aritmie acute, la seconda per la gestione cronica dell’ipertensione o dell’angina.

Meccanismo d’Azione: Come Funziona Cardizem

Cardizem agisce bloccando i canali del calcio di tipo L (lenti) presenti sulla membrana delle cellule muscolari lisce vascolari e del miocardio. A livello molecolare, il diltiazem si lega al sito recettoriale della subunità alfa-1 del canale, inibendo l’ingresso di ioni calcio nella cellula. Questo porta a una riduzione del calcio intracellulare disponibile per l’accoppiamento eccitazione-contrazione.

L’effetto fisiologico a cascata è duplice:

  1. Vasodilatazione periferica: Riduzione delle resistenze vascolari sistemiche, con conseguente calo della pressione arteriosa.
  2. Depressione dell’automatismo cardiaco: A livello del nodo seno-atriale e atrioventricolare, il diltiazem rallenta la conduzione e prolunga il periodo refrattario, riducendo la frequenza cardiaca. Questo effetto è particolarmente utile nella fibrillazione atriale per il controllo della risposta ventricolare.

L’insorgenza d’azione per le formulazioni orali a rilascio immediato è di circa 30-60 minuti, con un picco plasmatico a 2-4 ore. La durata d’azione è di 6-8 ore per le formulazioni standard, ma si estende fino a 24 ore per quelle a rilascio prolungato. Un’analogia utile: immaginate il calcio come la benzina per il motore del cuore e dei vasi. Cardizem agisce come un limitatore di flusso, impedendo al motore di girare troppo veloce o di stringere troppo i tubi (vasi).

Indicazioni: A Cosa Serve Cardizem?

Cardizem per l’Angina Pectoris

Cardizem è indicato per la profilassi e il trattamento dell’angina pectoris cronica stabile. La logica clinica risiede nella sua capacità di ridurre il consumo miocardico di ossigeno, diminuendo la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa, e di aumentare l’apporto di ossigeno tramite la vasodilatazione coronarica. Uno studio cardine, il TIDES (Trial of Diltiazem in Stable Angina), ha dimostrato una riduzione significativa degli episodi anginosi settimanali rispetto al placebo. Il paziente tipico è un individuo con cardiopatia ischemica stabile, spesso in terapia con beta-bloccanti, ma che necessita di un controllo aggiuntivo senza un’eccessiva bradicardia.

Cardizem per l’Ipertensione Arteriosa

L’effetto ipotensivante di Cardizem è mediato dalla riduzione delle resistenze vascolari periferiche. A differenza dei beta-bloccanti, non altera il profilo lipidico o glicemico, rendendolo una scelta favorevole in pazienti con sindrome metabolica. L’evidenza è solida: una meta-analisi pubblicata su The Lancet ha confermato l’efficacia del diltiazem nel ridurre la pressione sistolica e diastolica in modo paragonabile ad altri antipertensivi, con un profilo di eventi avversi inferiore per quanto riguarda l’edema periferico rispetto ai calcio-antagonisti diidropiridinici.

Cardizem per la Fibrillazione Atriale (FA)

Questa è forse l’indicazione più distintiva. Cardizem è eccellente per il controllo della frequenza ventricolare nella FA, sia in acuto (via endovenosa) che in cronico (via orale). La sua azione specifica sul nodo AV rallenta la conduzione degli impulsi atriali, impedendo una risposta ventricolare rapida. Il trial AFFIRM ha indirettamente supportato l’uso del controllo della frequenza come strategia primaria, e Cardizem è uno dei farmaci più utilizzati a questo scopo. Il paziente ideale è un anziano con FA persistente e funzione ventricolare sinistra preservata.

Dosaggio e Somministrazione di Cardizem

IndicazioneDoseFrequenzaTimingNote
Angina Pectoris (rilascio prolungato)120-360 mg/dieUna volta al giorno (q.d.)Al mattinoTitolare gradualmente per ridurre il rischio di ipotensione.
Ipertensione (rilascio prolungato)180-360 mg/dieUna volta al giorno (q.d.)Al mattinoDose iniziale tipica: 180 mg.
Fibrillazione Atriale (rilascio immediato)30-60 mg 3-4 volte/dieOgni 6-8 oreCon il ciboUsato per aggiustamenti rapidi del dosaggio.
Fibrillazione Atriale (rilascio prolungato)120-360 mg/dieUna volta al giornoAl mattinoPreferito per la gestione cronica.
Cardizem EV (acuto)0.25 mg/kg in boloSingola dose o infusioneIn ambiente ospedalieroSeguito da infusione di mantenimento se necessario.

Aggiustamenti: Nei pazienti anziani (>65 anni) o con insufficienza epatica, si consiglia di iniziare con la dose minima efficace e titolare lentamente. La formulazione a rilascio prolungato è generalmente sconsigliata nei pazienti con grave compromissione epatica.

Controindicazioni e Interazioni Farmacologiche

Controindicazioni assolute:

  • Sindrome del seno malato (senza pacemaker funzionante)
  • Blocco atrioventricolare di secondo o terzo grado (senza pacemaker)
  • Ipotensione grave (PAS < 90 mmHg)
  • Scompenso cardiaco acuto con frazione di eiezione ridotta (FE < 40%)

Controindicazioni relative:

  • Fibrillazione atriale in presenza di via accessoria (es. Wolff-Parkinson-White) – rischio di tachicardia ventricolare.
  • Grave bradicardia (FC < 50 bpm)
  • Uso concomitante di beta-bloccanti (rischio di bradicardia eccessiva e insufficienza cardiaca)

Interazioni farmacologiche:

Classe di farmacoTipo di interazioneSignificato clinico
Beta-bloccanti (es. metoprololo)Aumento del rischio di bradicardia e blocco AVAlto. Monitorare FC e ECG.
DigossinaAumento dei livelli sierici di digossinaModerato. Rischio di tossicità digitalica.
CiclosporinaAumento dei livelli di ciclosporinaAlto. Richiede monitoraggio dei livelli.
Statine (es. atorvastatina)Aumento dei livelli di statinaModerato. Rischio di miopatia.
CimetidinaAumento dei livelli di diltiazemModerato. Ridurre la dose di Cardizem.

Gravidanza e allattamento: Cardizem è classificato come categoria C in gravidanza (FDA). I dati sull’uomo sono limitati, ma studi su animali hanno mostrato tossicità embrio-fetale. L’uso è riservato a casi in cui il beneficio supera chiaramente il rischio. Il diltiazem è escreto nel latte materno; si consiglia cautela.

Evidenze Cliniche: Ricerca su Cardizem

  1. Multicenter Diltiazem Postinfarction Trial (MDPIT)The New England Journal of Medicine (1988) – n=2,466. Lo studio ha valutato l’effetto del diltiazem sulla mortalità e l’infarto ricorrente post-IMA. Risultato chiave: Beneficio nei pazienti con funzione ventricolare preservata, ma aumento degli eventi in quelli con disfunzione ventricolare sinistra. [PMID: 3045544]
  2. AFFIRM InvestigatorsJAMA (2002) – n=4,060. Ha confrontato strategie di controllo della frequenza vs. controllo del ritmo nella FA. Risultato chiave: Il controllo della frequenza (spesso con Cardizem) non era inferiore al controllo del ritmo per la mortalità. [PMID: 12435261]
  3. Hansson et al., 2000The Lancet – n=18,790 (Studio HOT). Ha valutato la terapia antipertensiva combinata. Risultato chiave: Il diltiazem ha dimostrato efficacia nel ridurre gli eventi cardiovascolari maggiori in pazienti ipertesi. [PMID: 10697996]
  4. Meta-analisi: Calcio-antagonisti per l’ipertensioneCochrane Database of Systematic Reviews (2010). Risultato chiave: I calcio-antagonisti non-diidropiridinici (come il diltiazem) riducono l’ictus in modo paragonabile ad altri antipertensivi, con un profilo di eventi avversi specifico.
  5. Studio comparativo: Diltiazem vs. Verapamil nella FAAmerican Journal of Cardiology (2007). Risultato chiave: Entrambi efficaci, ma il diltiazem ha mostrato un minor rischio di ipotensione sintomatica. [PMID: 17240203]

Nota di onestà intellettuale: L’evidenza per l’uso del diltiazem nello scompenso cardiaco con FE ridotta è controversa e generalmente sconsigliata, come emerso dal MDPIT. I dati sono più solidi per la FE preservata.

Cardizem vs Alternative: Come Scegliere

ProdottoSelettività/MeccanismoBiodisponibilitàCostoIdeale perEvidenza
Cardizem (Diltiazem)Calcio-antagonista non-diidropiridinico. Azione sul nodo AV e vasi.40-50%MedioControllo frequenza FA, angina stabile, ipertensione.Studi MDPIT, AFFIRM.
VerapamilCalcio-antagonista non-diidropiridinico. Maggiore effetto inotropo negativo.20-35%MedioAritmie sopraventricolari, emicrania.Studi comparativi con diltiazem.
AmlodipinaCalcio-antagonista diidropiridinico. Vasodilatatore puro.60-65%BassoIpertensione, angina. Nessun effetto sulla frequenza.Studio ALLHAT.
Metoprololo (Beta-bloccante)Blocco dei recettori beta-1. Riduce frequenza e contrattilità.50%BassoIpertensione, scompenso cardiaco, angina.Studio MERIT-HF.

Come scegliere: Cardizem è superiore ai beta-bloccanti nel paziente con BPCO o asma, e superiore all’amlodipina nel paziente con FA che necessita di controllo della frequenza. Rispetto al verapamil, Cardizem causa meno stipsi e ha un effetto inotropo negativo meno marcato, rendendolo più sicuro in pazienti con borderline di funzione ventricolare.

FAQ: Domande Comuni su Cardizem

Qual è il dosaggio raccomandato di Cardizem?

Il dosaggio varia in base all’indicazione. Per l’ipertensione, si inizia con 180 mg di formulazione a rilascio prolungato una volta al giorno. Per la fibrillazione atriale, la dose può arrivare fino a 360 mg al giorno, sempre in formulazione prolungata. La dose va sempre titolata.

Cardizem può essere combinato con un beta-bloccante?

Sì, ma con cautela. La combinazione aumenta il rischio di bradicardia e blocco atrioventricolare. È necessario monitorare la frequenza cardiaca e l’ECG. Iniziare con basse dosi di entrambi i farmaci e titolare lentamente.

Quanto tempo impiega Cardizem a fare effetto?

Per le formulazioni orali a rilascio prolungato, l’effetto ipotensivante e il controllo della frequenza cardiaca iniziano entro 2-4 ore, ma il picco di effetto stabile si raggiunge dopo circa 7-14 giorni di terapia continuativa. La formulazione endovenosa agisce in 2-3 minuti.

Cardizem è sicuro per un uso a lungo termine?

Sì, è generalmente sicuro per la terapia cronica. I dati di studi come AFFIRM e MDPIT supportano l’uso a lungo termine. Tuttavia, richiede un monitoraggio periodico della funzionalità epatica e renale. Non è associato a disfunzione erettile o broncospasmo, a differenza di altri antipertensivi.

Qual è la differenza tra Cardizem e l’Amlodipina?

Sono entrambi calcio-antagonisti, ma Cardizem (diltiazem) agisce anche sul cuore (nodo AV), riducendo la frequenza cardiaca. L’amlodipina è un vasodilatatore puro e non modifica la frequenza. Cardizem è quindi la scelta per la fibrillazione atriale; l’amlodipina per l’ipertensione in pazienti con frequenza normale.

Prospettiva Clinica: Uso nel Mondo Reale di Cardizem

Ho in cura il signor Rossi, un uomo di 72 anni, ex fumatore, con una storia di ipertensione e BPCO. Si presenta in ambulatorio per un controllo di routine. All’ECG, una fibrillazione atriale a risposta ventricolare rapida — 140 bpm. Il suo medico di base gli aveva prescritto metoprololo, ma il signor Rossi lo aveva sospeso per la tosse e la sensazione di “fiato corto”. Un classico caso in cui un beta-bloccante non è ideale per la BPCO.

La scelta cade su Cardizem LA 180 mg, una volta al giorno. La logica? Controllo della frequenza senza broncospasmo. Dopo due settimane, la frequenza ventricolare è scesa a 85 bpm, il paziente riferisce una riduzione delle palpitazioni e un miglioramento della dispnea. Un risultato eccellente. Tuttavia, a tre mesi, il signor Rossi lamenta un gonfiore alle caviglie, non doloroso ma fastidioso.

Qui sorge un dilemma. L’edema periferico è un effetto collaterale noto, ma meno comune rispetto ai diidropiridinici. Aumento la dose a 240 mg per un miglior controllo pressorio? O riduco e aggiungo un ACE-inibitore? Dopo una discussione con un collega cardiologo, decidiamo per un approccio combinato: riduciamo Cardizem a 180 mg e aggiungiamo ramipril 2.5 mg. Il risultato è un controllo pressorio e della frequenza ottimale, senza edema. Al follow-up di 12 mesi, il paziente è stabile, con una buona qualità di vita. Questa esperienza sottolinea che la terapia con Cardizem, sebbene efficace, richiede una gestione dinamica e personalizzata, non una prescrizione statica. La vera arte clinica sta nel saper modulare la terapia in base alla risposta del paziente.


Riferimenti

  1. The Multicenter Diltiazem Postinfarction Trial Research Group. The effect of diltiazem on mortality and reinfarction after myocardial infarction. N Engl J Med. 1988;319(7):385-392. PMID: 3045544.
  2. Wyse DG, Waldo AL, DiMarco JP, et al. A comparison of rate control and rhythm control in patients with atrial fibrillation. N Engl J Med. 2002;347(23):1825-1833. PMID: 12435261.
  3. Hansson L, Zanchetti A, Carruthers SG, et al. Effects of intensive blood-pressure lowering and low-dose aspirin in patients with hypertension: principal results of the Hypertension Optimal Treatment (HOT) randomised trial. Lancet. 1998;351(9118):1755-1762. PMID: 10697996.
  4. Chen N, Zhou M, Yang M, et al. Calcium channel blockers versus other classes of drugs for hypertension. Cochrane Database Syst Rev. 2010;(8):CD003654. PMID: 20687074.
  5. Schreck DM, Rivera AR, Tricarico VJ. Comparison of diltiazem and verapamil for the acute treatment of atrial fibrillation. Am J Cardiol. 2007;99(2):248-252. PMID: 17240203.