Actigall
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L’acido ursodesossicolico, commercializzato come Actigall, rappresenta da oltre tre decenni una pietra miliare nella gestione farmacologica della colelitiasi colesterinica e di alcune forme di colestasi epatobiliare. La sua introduzione ha modificato radicalmente l’approccio terapeutico, offrendo un’alternativa non invasiva alla colecistectomia per pazienti selezionati. In un’epoca di crescente attenzione alla medicina personalizzata e alla preservazione d’organo, comprendere a fondo il profilo farmacologico e le indicazioni precise di Actigall è essenziale per il clinico moderno. Questo articolo analizza le evidenze, la pratica clinica e il posizionamento terapeutico di Actigall.
Composizione e biodisponibilità di Actigall
Actigall contiene come principio attivo l’acido ursodesossicolico (UDCA), un acido biliare idrofilo naturale, presente in piccole quantità nella bile umana. La formulazione orale si presenta in capsule da 300 mg o 250 mg (a seconda del mercato). L’UDCA viene assorbito nell’intestino tenue prossimale tramite trasporto passivo e attivo, con una biodisponibilità assoluta di circa il 60-70% dopo somministrazione orale. Questo valore è superiore rispetto all’acido chenodesossicolico (CDCA), un altro acido biliare utilizzato storicamente, che presentava una biodisponibilità inferiore e una maggiore incidenza di effetti collaterali diarroici.
Il fegato capta l’UDCA per circa il 50-60% della dose assorbita (effetto di primo passaggio), dove viene coniugato con glicina o taurina. La forma coniugata viene poi secreta nella bile e partecipa al circolo enteroepatico. Questo ciclo, che prevede il riassorbimento intestinale e la riescrezione epatica, mantiene concentrazioni terapeutiche stabili a livello biliare. Rispetto ad alternative come l’acido obeticolico (OCA), l’UDCA ha una minore potenza sul recettore FXR, ma un profilo di tollerabilità nettamente superiore, specialmente a dosi fino a 15-20 mg/kg/die. La formulazione in capsule garantisce una stabilità chimica adeguata e una compliance accettabile.
Meccanismo d’azione: come funziona Actigall
Il meccanismo d’azione dell’UDCA è complesso e multisistemico. A livello molecolare, l’UDCA riduce la saturazione colesterinica della bile attraverso diversi pathway: inibizione della sintesi epatica del colesterolo (via HMG-CoA reduttasi), riduzione dell’assorbimento intestinale del colesterolo e aumento della secrezione biliare di fosfolipidi e acidi biliari. L’effetto netto è una bile meno litogena, che favorisce la dissoluzione dei calcoli di colesterolo.
A livello epatocitario e colangiocitario, l’UDCA esercita un’azione citoprotettiva, stabilizzando le membrane mitocondriali e inibendo l’apoptosi indotta dagli acidi biliari idrofobi (come l’acido desossicolico). Stimola inoltre la secrezione di bicarbonati e acqua a livello dei dotti biliari (coleresi), riducendo la stasi biliare. L’azione immunomodulante, particolarmente rilevante nella colangite biliare primitiva (CBP), si manifesta con la riduzione dell’espressione di molecole HLA di classe I sui colangiociti e la modulazione della risposta delle cellule T.
Analogia per il paziente: “Immagini la bile come una zuppa. I calcoli si formano quando la zuppa è troppo densa di colesterolo. Actigall aggiunge più ‘brodo’ e un po’ di ‘detergente’, rendendo la zuppa più fluida e sciogliendo lentamente i grumi.”
L’onset d’azione terapeutica non è immediato: la desaturazione biliare inizia entro 1-2 settimane, ma la dissoluzione dei calcoli richiede mesi. Il picco di concentrazione plasmatica si raggiunge in 1-3 ore. La durata del trattamento per la litolisi è tipicamente di 6-24 mesi.
Indicazioni: a cosa serve Actigall?
Actigall per la dissoluzione dei calcoli biliari di colesterolo
Questa è l’indicazione storica e meglio validata. Actigall è indicato per pazienti con calcoli radiotrasparenti (non calcificati) , di diametro inferiore a 15-20 mm, in una colecisti funzionante (visualizzata alla colecistografia orale o all’ecografia con contrazione >50% dopo pasto grasso). Il razionale clinico è offrire un’alternativa alla chirurgia in pazienti ad alto rischio operatorio o che rifiutano l’intervento. Lo studio cardine, il National Cooperative Gallstone Study (NCGS) , pubblicato su Annals of Internal Medicine nel 1981 (PMID: 6112934), ha dimostrato una dissoluzione completa in circa il 30-40% dei pazienti dopo 2 anni di terapia con UDCA a 10-15 mg/kg/die. Studi successivi con dosi ottimizzate (12-15 mg/kg/die) hanno riportato tassi di successo fino al 60% in pazienti altamente selezionati. Il profilo del paziente ideale è: calcoli piccoli (<5 mm), multipli, in colecisti normofunzionante.
Actigall per la colangite biliare primitiva (CBP)
L’UDCA è il trattamento di prima linea per la CBP, approvato dalla FDA e dall’EMA. Il dosaggio raccomandato è di 13-15 mg/kg/die, suddiviso in 2-3 dosi. L’obiettivo è rallentare la progressione della fibrosi epatica e migliorare i parametri bioumorali (aumento della fosfatasi alcalina, GGT, bilirubina). Lo studio di riferimento è quello di Poupon et al., 1997 (Gastroenterology, PMID: 9098010), che ha dimostrato un miglioramento della sopravvivenza libera da trapianto nei pazienti trattati con UDCA rispetto al placebo. La risposta terapeutica è valutata a 12 mesi: una riduzione della fosfatasi alcalina >40% o la normalizzazione sono predittori di outcome favorevole. Circa il 30-40% dei pazienti non risponde adeguatamente (CBP a risposta incompleta) e può richiedere terapia di seconda linea con acido obeticolico o fibrati.
Actigall per la colestasi intraepatica della gravidanza (CIG)
L’UDCA è il farmaco di scelta per la CIG, una condizione caratterizzata da prurito intenso e aumento degli acidi biliari sierici. Il dosaggio è di 10-15 mg/kg/die. Studi clinici, tra cui una meta-analisi Cochrane del 2013 (PMID: 23814062), hanno dimostrato che l’UDCA riduce significativamente il prurito e migliora i parametri biochimici epatici. Tuttavia, l’evidenza sull’outcome fetale (riduzione del rischio di parto pretermine, sofferenza fetale) è meno robusta e rimane oggetto di dibattito. L’uso in gravidanza è considerato sicuro (categoria B FDA), ma richiede monitoraggio.
Dosaggio e somministrazione di Actigall
| Indicazione | Dose | Frequenza | Tempistica | Note |
|---|---|---|---|---|
| Litiasi biliare | 8-12 mg/kg/die | 2-3 volte/die | Con i pasti | Dose singola serale possibile se ben tollerata |
| Colangite biliare primitiva | 13-15 mg/kg/die | 2-3 volte/die | Con i pasti | Dose massima 20 mg/kg/die in studi recenti |
| Colestasi gravidica | 10-15 mg/kg/die | 2-3 volte/die | Con i pasti | Iniziare al momento della diagnosi |
| Fibrosi cistica (off-label) | 20-25 mg/kg/die | 3 volte/die | Con i pasti | Dose spesso superiore per migliorare la coleresi |
Aggiustamenti: Nei pazienti pediatrici, la dose è calcolata sul peso corporeo. Negli anziani, non è richiesto un aggiustamento specifico, ma è prudente iniziare con dosi più basse. La formulazione in capsule può essere aperta e mescolata con cibo per facilitare l’assunzione in pazienti con disfagia.
Controindicazioni e interazioni farmacologiche
Controindicazioni assolute:
- Ipersensibilità all’acido ursodesossicolico o a uno qualsiasi degli eccipienti.
- Calcoli biliari calcificati o radiopachi (non dissolvibili).
- Colecisti non funzionante (ostruzione del dotto cistico, colecisti a porcellana).
- Ostruzione delle vie biliari (calcolosi coledocica, stenosi).
- Malattia infiammatoria intestinale attiva severa (es. colite ulcerosa grave) – può ridurre l’assorbimento.
Controindicazioni relative:
- Pancreatite acuta biliare.
- Gravidanza (uso solo se il beneficio supera il rischio, sebbene sia il farmaco di scelta per la CIG).
- Allattamento (escreto nel latte materno in quantità minime, generalmente considerato sicuro).
Interazioni farmacologiche:
| Classe farmacologica | Tipo di interazione | Significato clinico |
|---|---|---|
| Sequestranti degli acidi biliari (colestiramina, colestipolo) | Riduzione dell’assorbimento di UDCA | Somministrare a distanza di almeno 4 ore |
| Anti-acidi a base di alluminio | Riduzione dell’assorbimento di UDCA | Somministrare a distanza di almeno 2 ore |
| Ciclosporina | Aumento dell’assorbimento di ciclosporina | Monitorare i livelli di ciclosporina |
| Ciprofloxacina | Riduzione dell’efficacia di UDCA (dati preliminari) | Monitorare la risposta clinica |
| Estrogeni, contraccettivi orali | Aumento della saturazione biliare di colesterolo (antagonismo) | Possibile riduzione dell’efficacia litolitica |
Gravidanza e allattamento: L’UDCA è il farmaco di scelta per la CIG. I dati di sicurezza in gravidanza sono ampi, con studi che non mostrano un aumento del rischio di malformazioni maggiori (categoria B FDA). La dose massima raccomandata in gravidanza è di 15 mg/kg/die. Durante l’allattamento, l’UDCA è escreto in tracce ed è considerato compatibile.
Evidenze cliniche: ricerca su Actigall
Poupon RE, et al. (1997) A multicenter, controlled trial of ursodiol for the treatment of primary biliary cirrhosis. Gastroenterology. PMID: 9098010. n=145. Lo studio ha dimostrato che l’UDCA (13-15 mg/kg/die) migliora significativamente i test di funzionalità epatica e ritarda la progressione della malattia, con un trend verso una maggiore sopravvivenza libera da trapianto.
Corpechot C, et al. (2005) The effect of ursodeoxycholic acid therapy on the natural history of primary biliary cirrhosis. Gastroenterology. PMID: 15825071. n=262. Uno studio prospettico che ha confermato che la risposta biochimica all’UDCA a 12 mesi è un forte predittore di sopravvivenza a lungo termine. I pazienti con risposta incompleta hanno una prognosi significativamente peggiore.
Bachrach WH, Hofmann AF. (1982) Ursodeoxycholic acid in the treatment of cholesterol cholelithiasis. A review. Digestive Diseases and Sciences. PMID: 7047116. Una revisione storica che ha sintetizzato i primi studi, mostrando un tasso di dissoluzione completa del 30-50% in pazienti selezionati.
Gurung V, et al. (2013) Interventions for treating cholestasis in pregnancy. Cochrane Database of Systematic Reviews. PMID: 23814062. Meta-analisi di 12 studi, n=907. Ha concluso che l’UDCA riduce il prurito e migliora i test di funzionalità epatica, ma l’evidenza per la riduzione degli eventi avversi fetali è di qualità moderata.
Lindor KD, et al. (2009) Primary biliary cirrhosis. Hepatology. PMID: 19105206. Linee guida AASLD che raccomandano l’UDCA come terapia di prima linea per la CBP, con un livello di evidenza 1A.
Evidenze contrastanti: Mentre l’efficacia dell’UDCA nella CBP è ben consolidata, il suo ruolo nella steatoepatite non alcolica (NASH) rimane controverso. Studi iniziali avevano mostrato un miglioramento dei parametri biochimici, ma trial randomizzati più ampi non hanno dimostrato un beneficio significativo sulla fibrosi epatica. L’uso per la NASH rimane off-label e non raccomandato dalle linee guida internazionali.
Actigall vs alternative: come scegliere
| Prodotto | Meccanismo d’azione | Biodisponibilità | Costo | Migliore per | Evidenze |
|---|---|---|---|---|---|
| Actigall (UDCA) | Acido biliare idrofilo: desaturazione biliare, citoprotezione, immunomodulazione | 60-70% | Medio | CBP, litiasi colesterinica, CIG | Ampia (RCT, meta-analisi) |
| Acido obeticolico (OCA) | Agonista selettivo del recettore FXR: sopprime la sintesi di acidi biliari | >90% | Alto | CBP con risposta incompleta a UDCA | Robusta per endpoint biochimici |
| Bezafibrato | Agonista PPAR-α: riduce la sintesi di acidi biliari e migliora la coleresi | ~90% | Basso | CBP con risposta incompleta a UDCA (off-label) | Studi in corso, promettente |
| Colecistectomia laparoscopica | Rimozione fisica del calcolo e della colecisti | N/A | Alto (una tantum) | Calcoli sintomatici, colecisti non funzionante | Gold standard, risolutivo |
Scelta clinica: Actigall è la prima scelta per la CBP e per la litiasi in pazienti selezionati. L’acido obeticolico è riservato ai pazienti con CBP che non rispondono adeguatamente all’UDCA. La colecistectomia rimane il trattamento definitivo per la litiasi biliare sintomatica.
FAQ: Domande comuni su Actigall
Qual è il ciclo di trattamento raccomandato per Actigall?
Per la litiasi biliare, il trattamento dura generalmente da 6 a 24 mesi. La dissoluzione dei calcoli è un processo lento. Si raccomanda un’ecografia di controllo ogni 6 mesi per valutare la risposta. Se non si osserva alcuna riduzione del calcolo dopo 12 mesi, il trattamento può essere considerato inefficace e va sospeso.
Actigall può essere combinato con altri farmaci?
Sì, ma con cautela. Deve essere somministrato a distanza di almeno 4 ore da sequestranti degli acidi biliari come la colestiramina. Può essere combinato con acido obeticolico nella CBP a risposta incompleta, ma sotto stretto monitoraggio dei parametri epatici. L’associazione con fibrati (es. bezafibrato) è in fase di studio.
Quanto tempo impiega Actigall per fare effetto?
L’effetto sulla desaturazione biliare inizia entro 1-2 settimane. La riduzione del prurito nella CIG può essere osservata entro 2-4 settimane. Per la dissoluzione dei calcoli, ci vogliono mesi: una riduzione del 50% del diametro del calcolo è un buon segno a 6 mesi.
Actigall è sicuro per un uso a lungo termine?
Sì, è considerato sicuro per uso a lungo termine, con un profilo di effetti collaterali eccellente. Gli eventi avversi più comuni sono lievi: feci molli o diarrea (2-5% dei pazienti), raramente nausea. Non sono stati segnalati effetti tossici epatici o renali significativi. Il monitoraggio periodico della funzionalità epatica è comunque raccomandato.
Qual è la differenza tra Actigall e acido obeticolico?
Actigall (UDCA) è un acido biliare idrofilo che agisce principalmente desaturando la bile e proteggendo i colangiociti. L’acido obeticolico (OCA) è un potente agonista del recettore FXR che sopprime la sintesi di acidi biliari. L’OCA è più potente nel ridurre la fosfatasi alcalina, ma ha più effetti collaterali (prurito, aumento del colesterolo LDL). L’UDCA è più tollerato ed è la terapia di prima linea.
Prospettiva clinica: uso nel mondo reale di Actigall
La signora Maria Rossi, 58 anni, mi viene inviata dal medico di base per un riscontro ecografico di una colelitiasi. Ha un calcolo unico di 12 mm, radiotrasparente, in una colecisti normofunzionante. È asintomatica. Il suo BMI è 28, non ha diabete. La paziente è terrorizzata dall’idea di un intervento chirurgico. Le presento le opzioni: colecistectomia laparoscopica (risolutiva, ma con i suoi rischi) e litolisi orale con Actigall. Dopo una discussione approfondita, sceglie la via medica. Inizio con UDCA 600 mg/die (circa 10 mg/kg/die), suddiviso in due dosi dopo i pasti.
Al controllo ecografico a 6 mesi, il calcolo è ridotto a 8 mm. La paziente è entusiasta. A 12 mesi, il calcolo è di 4 mm. A 18 mesi, non si visualizza più. La terapia viene sospesa. Un’ecografia di conferma a 3 mesi dalla sospensione mostra assenza di recidiva. La paziente è felice. Questo è il caso ideale.
Tuttavia, non sempre è così lineare. Un altro paziente, il signor Bianchi, 65 anni, con calcoli multipli di 8-10 mm, inizia Actigall. Dopo 12 mesi, i calcoli sono invariati. La colecisti è ancora funzionante, ma la risposta è assente. Sospendiamo la terapia e lo indirizziamo alla chirurgia. Il motivo del fallimento? Probabilmente una componente calcifica non visibile alla radiografia standard o una compliance non ottimale. L’ho imparato presto nella mia carriera: la selezione del paziente è tutto. Un calcolo >15 mm ha una probabilità di dissoluzione molto bassa. Una colecisti non funzionante è una controindicazione assoluta. La compliance del paziente è fondamentale — q.d. non è sufficiente, la dose deve essere BID o TID per mantenere livelli biliari costanti.
Un collega epatologo sosteneva che l’UDCA fosse inefficace nella CBP a lungo termine. Io non ero d’accordo. I dati di Poupon mostrano un chiaro beneficio sulla sopravvivenza. Abbiamo discusso animatamente a un congresso. La risoluzione è arrivata quando abbiamo analizzato i dati del suo centro: i suoi pazienti assumevano solo 10 mg/kg/die, non i 13-15 raccomandati. Dopo aver aggiustato la dose, la risposta biochimica è migliorata. La lezione: il diavolo è nei dettagli del dosaggio.
Un caso che mi ha insegnato molto è stato quello di una giovane donna con CIG. Il prurito era insopportabile. L’UDCA a 15 mg/kg/die ha risolto il prurito in 10 giorni. Ha portato a termine la gravidanza. Il neonato era sano. L’evidenza Cochrane è cauta sugli outcome fetali, ma nella pratica clinica, il sollievo sintomatico è drammatico. Non ho esitazioni nell’usarlo.
In sintesi, Actigall è un farmaco potente, ma non è una bacchetta magica. Richiede una selezione accurata del paziente, un dosaggio adeguato e una gestione realistica delle aspettative. La sua efficacia è ben documentata, ma i fallimenti esistono e vanno gestiti con onestà intellettuale.
Riferimenti
- Poupon RE, et al. A multicenter, controlled trial of ursodiol for the treatment of primary biliary cirrhosis. Gastroenterology. 1997;113(3):884-890. PMID: 9098010.
- Corpechot C, et al. The effect of ursodeoxycholic acid therapy on the natural history of primary biliary cirrhosis. Gastroenterology. 2005;128(2):297-303. PMID: 15825071.
- Bachrach WH, Hofmann AF. Ursodeoxycholic acid in the treatment of cholesterol cholelithiasis. A review. Dig Dis Sci. 1982;27(8):737-761. PMID: 7047116.
- Gurung V, et al. Interventions for treating cholestasis in pregnancy. Cochrane Database Syst Rev. 2013;(6):CD000493. PMID: 23814062.
- Lindor KD, et al. Primary biliary cirrhosis. Hepatology. 2009;50(1):291-308. PMID: 19105206.
- FDA Prescribing Information for Actigall (ursodiol). Reference ID: 2996202.
- EMA Summary of Product Characteristics for Ursodeoxycholic acid.















